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Paolo Pirani scrive su Twitter: “Bene il ritrovato dialogo con l’Europa. Ora investimenti a favore dell’industria, riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori, salvaguardia dei contratti nazionali”
Campagna Together at work - Uiltec Nazionale
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Sindacato; Pirani (Uiltec): “Importante avviare una fase di ascolto dei lavoratori nei principali siti produttivi del Paese”

25 novembre 2019
Il segretario generale della Uiltec, Paolo Pirani, è intervenuto ai lavori dell’Esecutivo della Uil confederale

“Credo che il sindacato avrebbe potuto proclamare lo sciopero generale solo in caso di chiusura dell’Ilva. Ma, scongiurato questo sciagurato evento, credo che non esistano più le condizioni”. Così Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec, ha esordito nel suo intervento all’Esecutivo nazionale della Uil confederale, tenuto nella sala Buozzi della sede di via Lucullo. “Non esistono – ha ribadito- le condizioni per uno sciopero generale sulla manovra finanziaria. Il testo licenziato dal governo, così com’è, è insufficiente, ma non tale da giustificare lo sciopero in questione. Il testo che sta per passare all’esame di Camera dei Deputati e Senato della Repubblica non aiuta le pensioni, non taglia il cuneo fiscale, non fa tante altre cose. E’ insufficiente nei contenuti, ma punta a far quadrare i conti in modo equo, pur non riuscendoci. Non è giusto che per un tartufo si paghi un’Iva del 4%, mentre per l’acquisto di un pannolino occorra subire un’aliquota del 22%. L’Iva deve essere rimodulata! Va anche affrontata la questione delle tasse etiche: siamo favorevoli ad un patto verde che guardi al futuro, ma contrari alla logica, per esempio, della ‘plastic tax’. Poi, dobbiamo affrontare la detassazione degli aumenti contrattuali, perché è un tema che riguarda tutte le categorie. Inoltre, non possiamo pensare che, mentre ci battiamo per tutelare il tessuto industriale in Sardegna, il governo danneggi il territorio insulare in merito alla realizzazione della ‘dorsale’ del gas. Lo stesso ministro dell’Ambiente non può chiedere in Sicilia di abbattere le immissioni dei siti industriali al di sotto delle soglie europee, perché la conseguente legge regionale comporterebbe la chiusura di tanti siti elettrotermici e di tutte le raffinerie petrolifere. Infine, abbiamo la necessità di rinnovare i contratti e di risolvere le tante vertenze industriali rimaste sui tavoli di crisi. Non è possibile che non esista un luogo dove affrontare le crisi. Ci vuole uno spazio istituzionale come quello del Cnel per farlo. Sarebbe necessario anche un coordinamento delle categorie dell’industria delle tre confederazioni per affrontare il percorso del ‘Green new deal’ in virtù della transizione energetica. Sarebbe il caso che i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil si recassero nelle più grandi aziende produttive del Paese per avviare una fase di ascolto dei lavoratori. Sarebbe un segnale importante” 
Ufficio Stampa Uiltec

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