Paolo Pirani al convegno 'Lavoro e Sicurezza sul lavoro' a Siracusa

29 Settembre 2017
"Non possiamo accettare che lavorare sia una questione di vita o di morte, dobbiamo fare in modo che si mettano in campo sistemi di sicurezza, per questo noi abbiamo delle proposte concrete e pensiamo di mettere in campo nelle zone industriali dei delegati a livello territoriale.

Anche perché purtroppo le morti sul lavoro avvengono molto spesso a valle della colonna produttiva, cioè negli appalti, meno controllati e meno controllabili.
Soprattutto occorre superare l'idea che si muore a causa dell'industria; si muore perché non si investe e non perché si produce. Perché troppo spesso il mondo industriale passa per una logica a risparmio ed è proprio questo a creare problemi.
Invece occorre affrontare il tema del futuro produttivo del paese e del territorio, del rapporto diretto che c'è con il lavoro povero e gli appalti e bisogna capire che abbandoni e dismissioni non sono la risposta. Anzi, bisogna sviluppare la capacità di investire sulle sfide del futuro perché altrimenti anche industria 4.0 diventa mero oggetto di convegni. In questa direzione mancano invece indirizzi di politiche industriali ed energetiche.
Dobbiamo intestarci il futuro di questo paese, ragionare con progetti con al centro il valore del lavoro, senso delle nostre battaglie.  La crescita economica deve avere al centro la persona e passare anche per la crescita personale, culturale e economica della stessa. In questo contesto non possiamo ignorare il fatto che dopo tanti anni di crisi le persone si sentono sconfortate e sole e sono proprio i valori della coesione e della solidarietà che dobbiamo ripartire, perché fondamentali dello stare insieme, del sindacato.
Valori che hanno fatto la storia della Uil. E nonostante i tentativi di delegittimarci restiamo una importante forza sociale Come Uiltec abbiamo sempre puntato sul fare industria. Proprio ora dobbiamo sapere cogliere i segni della ripresa.Per questo siamo contrari alla possibile vendita di Lukoil che significherebbe smantellamento e destabilizzazione della zona industriale di Siracusa e non possiamo permetterlo.
Incontreremo l'azienda a ottobre e affronteremo la discussione". 

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Teletris

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