“Emergenza idrica, occorrono investimenti e indirizzi. Acea ha preferito investire su digitalizzazione

24 luglio 2017
“L’emergenza idrica determinatasi in Italia impone non solo la dichiarazione di calamità, ma l’apertura di un serio confronto a livello nazionale sulla mancata realizzazione di un concreto programma di investimenti sulle rete idrica, che registra perdite del 35-40% di acqua, cosa che il Paese non può ulteriormente sostenere”.

Così il segretario generale Uiltec Paolo Pirani commenta la situazione di crisi idrica in Italia e nella Capitale: “Una situazione determinatasi anche dall’eccessiva frammentazione delle aziende idriche e l’assenza di un reale indirizzo sui 4-5 operatori nazionali”. “Infatti – spiega Pirani - se l’acqua è un bene pubblico occorre evitare di confondere il pubblico con inefficienza e spreco. Occorre invece rimettere mano alle leggi, creando convenienza all’investimento sulla rete e affrontando il tema tariffario senza ipocrisie e demagogie”. Sulla situazione di Acea il leader sindacale aggiunge: “Paradigmatica la situazione di Roma, dove la dispersione arriva al 45% in presenza di un sostanziale blocco degli investimenti sulla rete, avendo preferito l’azienda investire sui processi di digitalizzazione e su acquisizioni aziendali. Non si fa industria 4.0 con infrastrutture del secolo scorso”.

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