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Lavoro; Pirani (Uiltec): “La scommessa dello ‘smart working’ si vince con la persona al centro del processo produttivo in una logica orizzontale e partecipata nella gerarchia aziendale”

17 febbraio 2021
Il segretario generale della Uiltec, Paolo Pirani, oggi in videocollegamento al convegno “Smart working, il lavoro agile tra illusione e vantaggio”.
“Il sindacato deve essere in grado, come soggetto collettivo, di affrontare il salto tecnologico che la società sta per compiere nel tempo nella emergenza sanitaria e nella fase che seguirà. Il campo dello ‘smart working’ è la prova tangibile del percorso su cui incamminarsi”.

Lo ha detto Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec, al termine dei lavori, tenuti in videocollegamento su piattaforma Zoom, del convegno “Smart working, il lavoro agile tra illusione e vantaggio”, organizzato dal sindacato regionale della Liguria dei lavoratori dei settori tessile, dell’energia e del chimico. “Il sindacato –ha continuato Pirani- guarda con convinzione ai cambiamenti indifferibili per una nuova organizzazione del lavoro, ovvero a modelli partecipativi, anziché gerarchici basati sulle professionalità, sulla centralità della formazione, sull’incentivazione al ricambio generazionale, sulla valutazione dei risultati legati agli obiettivi, con la persona come soggetto del cambiamento. Il tutto da realizzarsi nell’ambito del negoziato contrattuale con le parti datoriali. Si tratta di un vero e proprio modello di organizzazione partecipata e circolare, che rinuncia a gerarchie rigide e vede con favore un progressivo ridimensionamento delle differenze di ruolo e una maggiore propensione al confronto orizzontale, all’autonomia e alla responsabilizzazione dei lavoratori. Se da un lato si avverte un forte bisogno di cambiamento da parte delle imprese, queste ultime, nella maggior parte dei casi restano ancora legate a modelli organizzativi tradizionali. Di fatto, l’organizzazione partecipata e circolare non risulta ancora largamente applicato. Occorre passare da un modello gerarchico a una struttura circolare, perché una forza lavoro deresponsabilizzata che esegue direttive calate dall’alto, ha un impatto fortemente negativo sulle performance e sulla capacità di innovazione delle imprese stesse. Inoltre, proprio questo tempo di emergenza sanitaria dovuto alla pandemia virale ha posto il problema di gestire al meglio la contrattazione relativa al passaggio dal lavoro a domicilio a quello agile. Nel 2020, con l’emergenza succitata abbiamo stimato che circa 8 milioni di persone abbiano dovuto sperimentare la prosecuzione delle attività lavorative dalle loro case. Un cambio epocale rispetto solo all’anno precedente quando, secondo l’osservatorio del Politecnico di Milano, erano 700mila le persone che svolgevano o sperimentavano il lavoro agile per uno o due giorni alla settimana. Il riferimento aziendale è l’area dove andrà ad incanalarsi la riorganizzazione produttiva e logistica. È il piano aziendale quello che gestirà di fatto questo rapporto di lavoro. Occorrerà ragionare su quali procedure da seguire a livello aziendale”. Per il leader della Uiltec il lavoro agile è una scommessa che si potrà vincere: “E’ fondamentale, però –ha chiosato Pirani- che la persona si determini al centro del processo produttivo. E che i processi formativi caratterizzino sia il lavoro che l’impresa con modalità congiunte nella prospettiva di relazioni partecipate e condivise”.
Ufficio Stampa Uiltec

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