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Paolo Pirani scrive su Twitter: “Bene il ritrovato dialogo con l’Europa. Ora investimenti a favore dell’industria, riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori, salvaguardia dei contratti nazionali”
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Faschim: primo sì all'iscrizione al Fondo di un convivente omosessuale

22 novembre 2012

(LaPresse) - Alla luce di una recente sentenza della Corte d'Appello, il Faschim (Fondo Nazionale di Assistenza Sanitaria per i lavoratori dell'industria chimica, chimico-farmaceutica) durante la seduta del cda del 15 novembre scorso ha deciso all'unanimità di ammettere la richiesta, da parte di un dipendente, di iscrizione del convivente dello stesso sesso.

Questi adduceva, a supporto della sua richiesta, il Registro delle unioni civili istituito presso il Comune di Milano a cui lui e il proprio compagno si sono iscritti, con rilascio di regolare certificazione. "Si tratta di una decisione importante: un primo passo in direzione del riconoscimento dei diritti civili, troppe volte negati, di coppie omosessuali, essa nasce da una giusta interpretazione della previsione statutaria del Fondo in tema di convivenza more uxorio" spiega in una nota Paolo Pirani, segretario confederale Uil.
La decisione fa seguito alla sentenza della Corte D'Appello che accoglieva il ricorso di un dipendente di una banca di Credito Cooperativo volto ad ottenere l'iscrizione del proprio compagno convivente alla Cassa Mutua Nazionale per il Personale delle Banche di Credito Cooperativo. "Ci auguriamo - aggiunge Pirani - in attesa di una normativa che dia sostanza al principio riconosciuto dalla Corte Costituzionale per il quale tutte le coppie hanno pari diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico, che, in questo senso, sempre più istanze dei lavoratori vengano riconosciute".
In questo modo si potrà continuare sulla strada aperta dalla sentenza n.41484 della Cassazione, depositata nel marzo scorso, la quale sosteneva che le coppie conviventi dello stesso sesso, con una relazione stabile, hanno diritto al riconoscimento della loro "vita familiare" e quindi allo stesso trattamento garantito dalla legge ai coniugi etero. "Anche qui si tratta di un primo passo di cui condividiamo la direzione: il riconoscimento di un diritto fondamentale quale la volontà di rispetto e assistenza reciproci. A differenza di molti paesi dell'Unione europea, come Germania e Inghilterra, dove assistenza sanitaria, eredità e reversibilità della pensione sono ormai una realtà acquisita, l'Italia su tali argomenti è in ingiustificabile ritardo" conclude Pirani.

Aurelio Mancuso sul si di Faschim a coppie gay

Primo si all'iscrizione di un convivente omosessuale

 

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