Oggi al Mimit riunito il tavolo tecnico sul sito di Brindisi
Si è riunito oggi il tavolo tecnico presso il Mimit dedicato alla vertenza Versalis ed in modo specifico al sito di Brindisi. Sono stati presenti alla riunione, presieduta dal capo Dipartimento per le politiche e per le imprese, Amedeo Teti: le rappresentanze della Regione Puglia, dei sindacati di categoria e confederali, regionali e nazionali, del management di Eni Versalis, di Confindustria. L’incontro è servito alla presentazione del piano di Eni relativo alla costruzione di una gigafactory per la produzione di batterie stazionarie.
L’Azienda ha presentato questa iniziativa come una opportunità per compensare la scelta per la chiusura del cracking di Versalis.
Come Uiltec riteniamo che si debba valorizzare il sistema Italia attraverso la possibilità di risolvere almeno in parte il problema degli accumuli stazionari e che questa scelta possa rappresentare una occasione importante per riportare in Europa capacità produttive oggi massicciamente allocate in Cina.
Non condividiamo, però, che progetti come questi siano immaginati come una alternativa alla chimica del Paese.
L’investimento che ci è stato prospettato per circa 700 milioni di euro ha una valenza strategica per il contesto brindisino, che è sottoposto ad una pesante ristrutturazione complessiva.
L’incontro odierno ha messo in risalto due elementi determinanti del nuovo piano industriale di Eni Versalis. Il primo, che riguarda la scelta dell’azienda di cambiare tipo di produzione per essere competitiva sul mercato. L’altra è la conseguenza che questo tipo di scelta può comportare per l’industria nazionale e, in particolare per l’industria chimica del Paese, ovvero se l’Italia continuerà ad essere una protagonista produttiva del settore specifico, anziché solo dipendente dalle importazioni dello stesso.
Occorre confrontarci sulle sostenibilità industriale e sociale del nuovo piano industriale per quanto concerne il sito di Brindisi. Per tali motivi rivendichiamo la gestione di questa vertenza mediante l’applicazione di un protocollo nazionale, anziché attraverso un accordo di programma locale. Si tratta di questione nazionale!
Il governo deve vigilare affinchè il Paese possa dare continuità alla chimica di base. L’esecutivo, in questo senso, deve garantire la reversibilità della fermata del cracking, considerando che le dinamiche del mercato correlato potrebbero modificarsi nel medio termine e tendendo presente che gli stessi vertici della Commissione europea stanno riconsiderando l’importanza strategica dell’industria chimica nell’intero ambito continentale.
Il governo ha proposto alle parti sociali la convocazione a breve di un nuovo tavolo tecnico sul sito Eni Versalis di Brindisi, con l’invito rivolto anche al prossimo partner industriale dell’azienda.
Uiltec nazionale


