Le Organizzazioni Sindacali Nazionali e Territoriali, FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, UILTEC UIL e la RSU del Coordinamento Nazionale, in relazione agli sviluppi dei provvedimenti disciplinari (licenziamenti, sospensioni, rimproveri) relativi alle comunicazioni aziendali del 19.02.2026 e alle decisioni assunte dal Gruppo a livello centrale, ritengono necessario richiamare con forza il tema della qualità delle relazioni industriali all’interno del perimetro aziendale.
La scelta di non perseguire, infatti, soluzioni conciliative e di spostare la gestione della vicenda su un piano unilaterale e di contenzioso giudiziale, rappresenta un elemento di forte criticità nel modello di relazioni industriali consolidate nel settore del gruppo Sanofi. Una decisione che rischia di determinare una frattura profonda nel rapporto tra azienda e rappresentanze dei lavoratori.
Le Organizzazioni Sindacali stanno procedendo con l’impugnazione dei provvedimenti adottati a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, nelle sedi opportune. Allo stesso tempo, non può essere ignorata la complessità del contesto, anche alla luce di prassi operative che, per quanto emerso, appaiono diffuse e non riconducibili a singole responsabilità individuali.
In questo quadro appare evidente la contraddizione tra un’impostazione rigidamente sanzionatoria da parte aziendale e la prosecuzione, in parallelo, del confronto per il rinnovo dell’accordo integrativo, per il quale rileviamo al terzo incontro divergenze che stanno compromettendo un fluido confronto. Le relazioni industriali non possono essere considerate un ambito separato e impermeabile rispetto a scelte che incidono in modo così rilevante sul clima aziendale e sulla fiducia reciproca.
Per queste ragioni, FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, UILTEC UIL e la RSU ritengono indispensabile un chiarimento complessivo da parte dell’azienda, a tutti i livelli, sulle modalità con cui intende gestire questa fase.
Il rischio concreto è quello di compromettere un sistema di relazioni industriali che, nel tempo, ha rappresentato un elemento di equilibrio e di valore per l’azienda stessa.
Le Organizzazioni Sindacali ritengono che, senza queste condizioni, diventa difficile immaginare un percorso negoziale che produca risultati credibili e condivisi.
Le Organizzazioni Sindacali confermano la propria disponibilità al confronto e alla ricerca di soluzioni, ma ribadiscono che tale disponibilità non può prescindere dal rispetto delle persone, dalla coerenza delle scelte e da un reale riconoscimento del ruolo delle rappresentanze dei lavoratori. Per tali ragioni il 31 marzo 2026 è convocata la riunione di coordinamento nazionale per le decisioni e valutazioni del caso.


