Dichiarazione congiunta di Marco Pantò e  Fabrizio Caliolo (Uil di Brindisi) al termine dell’incontro, tenuto oggi pomeriggio a Roma presso il Mimit, riguardante la Centrale Enel di Cerano

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29 Mag 2025

Si è svolto oggi presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy l’incontro programmato del comitato decarbonizzazione Brindisi per la centrale di Cerano ‘Federico II’.  Abbiamo appreso della nomina del Prefetto di Brindisi, Luigi Carnevale, a commissario per la gestione del posto chiusura centrale e, soprattutto, per il rilancio dell’area industriale interessata. Nella illustrazione da parte del Mimit ci è stato comunicato che più di 50 aziende hanno dato manifestazione di interesse per l’area di Brindisi con una valutazione economica dei progetti superiore ai 2.5 miliardi di euro.

Le attività principali che possono essere sviluppate sono quelle inerenti al mondo energetico delle fonti rinnovabili, oltre ad altre relative ai settori della chimica e della gomma plastica per un totale di nuovi posti di lavoro superiore a 5mila unità.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha reso noto che per necessità di sicurezza della rete elettrica del paese è stata differita la chiusura della centrale al 31 dicembre 2025.

Come Uiltec abbiamo manifestato la necessità di avere i piani industriali e di investimento dettagliati di tutte le aziende che vogliono investire nel territorio per dare una nostra valutazione di merito. Rimaniamo, però, perplessi sulle potenzialità occupazionali della filiera ‘rinnovabile’ in quanto le nuove tecnologie non necessitano di un numero elevato di lavoratori tranne che le attività non riguardino la costruzione e non solo produzione.  Abbiamo chiesto, in virtù della nuova volontà di tenere la centrale di Brindisi in attività, certezze per il personale diretto, ma soprattutto indiretto in termini occupazionali e, soprattutto di standard di sicurezza, essendoci la previsione a breve di un piano di smantellamento dello stabilimento in questione. Abbiamo chiesto che nei piani di riqualificazione del personale attualmente occupato ci siano dei percorsi formativi e specializzati per la conversione alle nuove attività.

La Uil di Brindisi, presente con Fabrizio Caliolo, ha rimarcato la necessità, data la fase lunga di attesa, che quanto oggi illustrato abbia tempi certi di realizzazione, che permetta di non avere ulteriori ricadute occupazionali negative, e che nel futuro ci sia certezza stabilità e prospettiva per la città e l’intera area industriale di Brindisi, dove a causa di scelte non sempre lungimiranti si sta determinando una profonda crisi sociale.

La Uiltec nazionale e la Uil di Brindisi ritengono che una valutazione completa di quanto oggi illustrato in sede ministeriale venga supportato da una documentazione in cui emerga la concreta volontà di creare un nuovo polo industriale. Inoltre, Uiltec nazionale e Uil di Brindisi sostengono che, molto probabilmente, il progetto della trasformazione della centrale a gas avrebbe c permesso una transizione equa, giusta, senza alcuna criticità occupazionale, quella che purtroppo oggi occorre gestire con modalità e tempi ristretti”.

Ufficio Stampa Uiltec

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