Energia; Pirani: Cambiare articolo 177 del codice degli appalti

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07 Giu 2021

Governo e il sistema politico devono assumersi la responsabilità di precise scelte di politica industriale

Occorre decidere se il nostro Paese, nella fase di transizione energetica in cui si trova,  voglia dotarsi di un’industria del servizio pubblico

Paolo Pirani, segretario generale Uiltec all’evento “Servizi pubblici e politiche industriali. Il caso dell’articolo 177”

“Occorre decidere se il nostro Paese, nella fase di transizione energetica in cui si trova,  voglia dotarsi di un’industria del servizio pubblico. Si tratta di una determinazione fondamentale a favore non solo dell’industria, ma a sostegno del lavoro, della capacità competitiva contro il malaffare della delinquenza organizzata. Ecco perché il governo e il sistema politico in senso lato devono assumersi la responsabilità di precise scelte di politica industriale”.

Lo ha detto Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec nazionale a conclusione del dibattito trasmesso in streaming questa mattina sul canale YouTube del sindacato dei lavoratori tessili, dell’energia e della chimica. All’evento, intitolato “Servizi pubblici e politiche industriali. Il caso dell’articolo 177” hanno preso parte in videocollegamento: Romina Mura, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati; Michaela Castelli, presidente di Utilitalia; Andrea Zaghi, direttore generale di Elettricità Futura; Tiziana Bocchi, segretaria confederale della Uil, Andrea Bottaro, segretario nazionale della Uiltec.

Tutti gli intervenuti alla discussione hanno concordato su un punto: se si applicasse, così com’è, l’articolo 177 del codice dei contratti pubblici rischierebbero il posto ben 150mila lavoratori dei settori energetico, gas e ambiente. I Sindacati del settore, Uiltec in testa, hanno già proclamato lo stato di agitazione ed in assenza di novità provenienti dalla discussione parlamentare, verrà proclamato lo sciopero entro il mese in corso.

Inoltre, da parte sindacale è emerso con chiarezza che sarebbe opportuno, rispetto alla norma in questione, di non procedere più di proroga in proroga come è avvenuto finora. “Siamo preoccupati – ha ribadito Paolo Pirani-  per i nefasti effetti conseguenti alla norma che impone ai titolari di concessioni dirette di affidare una quota pari all’80 per cento dei propri contratti mediante procedure di evidenza pubblica. Affidare questi servizi, esternalizzandoli, a società terze inciderebbe sulla sicurezza e sulla qualità del lavoro.

E poi, si potrebbero verificare aumenti dei costi dei servizi prestati che si scaricherebbero ulteriormente sulle tasche degli utenti. È bene che non venga lesa la libera iniziativa economica e l’efficienza dei servizi di interesse economico generale. Si tratta di principi costituzionali e giuridici che vanno tutelati insieme ai livelli occupazionali. Per non parlare delle varie mafie che, in caso di inerzia decisionale da parte dell’esecutivo, entrerebbero in campo come soggetti imprenditoriali, distruggendo di fatto le attività industriali del settore in questione.

Ecco, perché, dato lo stato delle cose una grande e partecipata mobilitazione dei lavoratori appare ormai inevitabile”.

Ufficio Stampa Uiltec

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