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Lavoro; Pirani: “Ora è il tempo dei modelli partecipativi, basati essenzialmente su una gestione bilaterale”

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11 Mag 2021

Lo ha detto Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec, nel corso di un seminario tenuto stasera in videocollegamento a cura del “Diario del Lavoro”

“Ora è il tempo dei modelli partecipativi, basati essenzialmente su una gestione bilaterale”.

Lo ha detto Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec, nel corso di un seminario tenuto dal “Diario del Lavoro” il quotidiano on line del lavoro e delle relazioni industriali, sul tema “Il lavoro che cambia”. Il leader sindacale ha ricordato come negli anni Sessanta-Settanta il rapporto è stata caratterizzato da contrapposizioni conflittuali.

“Ora – ha ribadito- ci troviamo in un’epoca interessata da un grande cambiamento, quasi rivoluzionario. I grandi fondi d’investimento finanziano le imprese ‘green’; i temi della salute e della sicurezza sono un elemento centrale dell’organizzazione del lavoro, dato che si continua a morire di lavoro come è successo a Luana D’Orazio, Operaia tessile solo qualche giorno fa,;  le tecnologie sono fondamentali, ma vanno gestite con equilibrio e condivisione”

Pirani ha messo a fuoco il cambiamento in atto: “Il cambio di paradigma in itinere e che sarà – ha detto il dirigente sindacale- dovrà essere caratterizzato dal passaggio dal sistema verticale e gerarchico a quello orizzontale e responsabile del lavoratore nell’impresa dove presta l’azione professionale. Occorre passare da un modello gerarchico a una struttura circolare, perché una forza lavoro deresponsabilizzata che esegue direttive calate dall’alto, ha un impatto fortemente negativo sulle performance e sulla capacità di innovazione delle imprese stesse.

Inoltre, proprio questo tempo di emergenza sanitaria dovuto alla pandemia virale ha posto il problema di gestire al meglio la contrattazione relativa al passaggio dal lavoro a domicilio a quello agile. È evidente, sicuramente a nostro giudizio, che lo smart working rimane un rapporto di lavoro subordinato. Nel 2020, con l’emergenza succitata abbiamo stimato che circa 8 milioni di persone abbiano dovuto sperimentare la prosecuzione delle attività lavorative dalle loro case. Un cambio epocale rispetto solo all’anno precedente quando, secondo l’osservatorio del Politecnico di Milano, erano 700mila le persone che svolgevano o sperimentavano il lavoro agile per uno o due giorni alla settimana.

Il riferimento aziendale è l’area dove andrà ad incanalarsi la riorganizzazione produttiva e logistica. È il piano aziendale quello che gestirà di fatto questo rapporto di lavoro. Ogni parte che riguarda il rapporto di lavoro dovrà seguire questo percorso: formazione, inquadramento professionale, scala retributiva ed altre. Datore di lavoro e delegati sindacali dovranno sedersi al tavolo e contrattare tra loro in un sistema bilaterale. Anche questo è un pezzo da aggiungere alle trasformazioni che riguarderanno il mondo del lavoro e del sistema produttivo.

E’ evidente che il sindacato crede nella cultura partecipativa nella logica del valore dell’impresa inteso come bene comune. Ma allo stesso tempo avversa e stigmatizza ogni tentativo imprenditoriale teso al decentramento e all’esternalizzazione che determina la precarizzazione del lavoro. Mai come ora occorre ridurre il rischio derivante dalla riduzione delle catene del valore e sulla tutela dell’autosufficienza delle nostre produzioni, a partire da quelle della chimica primaria.

Infine, dato che riteniamo, come più volte sostenuto, che la persona dovrà essere al centro del sistema produttivo, dovremo preoccuparci di garantire sostegno psicologico nella redazione dei protocolli specifici che si firmeranno ai lavoratori che usciranno dall’emergenza sanitaria, una volta che sarà conclusa. Una necessità di cui bisognerà tener conto dopo mesi che hanno stravolto la vita di ciascuno sia a livello umano che professionale”.

Ufficio Stampa Uiltec

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