Multinazionali chimiche annunciano cessazioni, sindacati: “Inaccettabile, rischi per occupazione e per sistema produttivo”

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26 Feb 2021

“Negli ultimi sette giorni tre multinazionali del settore chimico hanno annunciato la chiusura di altrettanti siti produttivi nel nostro paese e la conseguente delocalizzazione delle produzioni.

Sono la Henkel (detergenza), Huntsman (poliuretani) e Sicor TEVA (farmaceutica), tutte in Lombardia. Hanno assunto scelte che fermamente contestiamo nel merito e che in questo momento risultano ancora più gravi perché ricadono in un contesto di forte emergenza sanitaria, sociale ed economica che investe l’Italia come molti altri paesi”.

Lo dichiarano le segreterie nazionali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil. “Non è accettabile – affermano i sindacati – che durante una pandemia che vede il mondo intero impegnato ad arginare una situazione che sta mietendo morti, disagio sociale e povertà, ci siano multinazionali che colgono il momento per innescare processi di ristrutturazione e di chiusure di attività produttive, non per crisi ma per migliorare i margini di profitto, licenziando centinaia di lavoratori, senza scordare i casi di vero e proprio “saccheggio” come quello compiuto da Jindal Films (colosso del packaging tecnico) nei confronti di Treofan, compromettendo la catena del valore italiano.

Non vorremmo – proseguono Filctem, Femca, Uiltec – che questi avvenimenti siano l’indice di un nuovo processo di riorganizzazione che veda le aziende tese a concentrare le produzioni e/o a delocalizzarle in paesi a minor costo, esponendo così anche il nostro paese a notevoli rischi vista la complessiva debolezza del nostro sistema produttivo e la sua frammentarietà che sconta decenni di assenza di una politica industriale.

L’emergenza sanitaria, l’emergenza economica e produttiva, con la salvaguardia dell’occupazione sono le priorità del sindacato come lo devono essere di tutto il paese.

Anche per queste ragioni – concludono – utilizzeremo tutti gli strumenti utili per la difesa dei lavoratori e delle attività produttive, chiedendo da subito alle istituzioni competenti di porre in atto le misure necessarie per garantire un futuro al paese”.

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